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L’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Calabria esprime preoccupazione per gli effetti che procurerà la DGR n° 825 dell’11.11.08, con cui si è tradotta un’espressa volontà della Regione di dare un colpo di spugna al servizio socio-psico-pedagogico, nonché alla specificità ed ai livelli funzionali dei professionisti Assistenti Sociali sparsi nelle AA.SS.PP. regionali che operano nei servizi, a volte gli unici, alla persona nelle varie realtà regionali.
La Giunta Regionale, con un ennesimo colpo di mano, ha deciso e deliberato un provvedimento che, a parere dell’Ordine, complica ancor più l’annosa vicenda aprendo ulteriori, possibili contenziosi con i professionisti. Nella delibera di collegato alla legge finanziaria regionale 2009, art.18 comma 4, è previsto che i 200 ed oltre Assistenti Sociali vengano trasferiti alle AA.SS.PP. regionali, per come prevede il maxi-emendamento L.R. 9/2007, ma non per svolgere le funzioni specifiche delle leggi di riferimento, bensì per altre più generiche, non collegate né a quelle precedentemente svolte né al profilo professionale.
Di fatto, viene definitivamente soppresso il servizio socio-psico-pedagogico regionale che, pur nelle difficoltà organizzative da parte della Regione Calabria, era stato l'unico a disposizione dei cittadini calabresi nel territorio da vent'anni a questa parte.
Inoltre è stata causata un’interruzione del lavoro di rete ben consolidato in particolare negli EE.LL., dove nella quasi totalità del Comuni Calabresi non è previsto il Servizio Sociale Professionale, dato che per anni ci si è avvalsi dell’apprezzata attività degli assistenti sociali dell’èquipe socio-psico-pedagogica.
Sulla problematica riguardante le figure professionali delle equipes socio-psico-pedagogiche (circa 500 addetti in tutta la Regione tra cui oltre 200 Assistenti Sociali ed altri lavoratori inquadrati a tempo indeterminato con legge regionale n. 57/90), l’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Calabria tiene a precisare che, nell’ambito delle proprie competenze, vigilerà sul possesso dei titoli per esercitare la professione, ma esprimerà anche la massima tutela degli interessi della categoria di cui ha rappresentanza istituzionale, ivi compresi gli oltre 200 professionisti Assistenti Sociali facenti parte del contingente èquipes socio-psico-pedagogiche.
La legge regionale n. 9/07 (art. 28) ha previsto il passaggio delle suddette figure professionali alle AA.SS.PP. calabresi, stravolgendo, così, un impianto legislativo in vigore fin dal 1990 (LL.RR. n° 57/90 e n.2/97); in sostanza, quanto previsto dalla legge s’inquadra in un clima di confusione legislativa, per l’evidente contrasto con la legislazione per la programmazione degli interventi e delle risorse del sistema integrato di interventi e servizi sociali prevista dal Piano Sociale in attuazione della LR n°. 23/2003 in esecuzione della L. 328/2000, che giace dimenticato, da anni, al Consiglio Regionale della Calabria.
L"interpretazione" della G.R. conferma l'ambiguità di fondo del Decreto n° 2223 del 10.03.08 del Dipartimento n°7 della Regione Calabria – Trasferimento personale addetto ai servizi socio-psico-pedagogici all’ASL (che è stato oggetto di ricorso al TAR da parte dell'Ordine Professionale) di applicazione del maxi-emendamento legge 9/2007. L’Ordine aveva valutato che gli atti prodotti dalla Regione Calabria, sia in fase legislativa che esecutiva, apparivano incompleti e contraddittori ed aveva, altresì, reclamato più volte la costituzione di un tavolo tecnico paritetico in merito al piano di trasferimento del personale addetto ai servizi socio-psico-pedagogici, a salvaguardia e tutela della professione e dei professionisti iscritti all’Ordine.
L’Ordine, riservandosi ogni altra iniziativa legale per la tutela dei professionisti Assistenti Sociali, ha già avanzato oltre che richiesta di audizione alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, richiesta ufficiale di incontro agli Assessorati regionali competenti per materia (Personale e Sanità).
Il Presidente
D.ssa Angela MALVASO